“solo considerando il mio corpo come sorgente e canale di flussi, flussi di cibo, flussi escrementali, posso arrivare a pensare a uno spazio tutto pieno, uno spazio dove tutti gli incontri e tutte le mistioni sono possibili, ma soprattutto dove la società funziona come corpo unico, come il corpo del grande gigante che incarna il Carnevale. L’idea carnevalesca medievale è quella di uno spazio in cui non c’è separazione tra individui, né tra il dentro e il fuori degli individui […]. Questa è un’utopia che può spiegarsi solo escludendo l’individualità separata, e pensando a una comicità interamente collettiva” (Celati 2008d: 110).

https://ejournals.lib.auth.gr/humour/article/view/5247